Rimborsare più esecuzioni a rate: istruzioni pratiche
Un piano di pagamento delle esecuzioni è un calendario scritto di versamenti, concordato con l’ufficio esecuzioni o con i creditori, che ripartisce su più mesi il rimborso dei debiti in corso secondo la capacità reale del debitore dopo la deduzione del minimo vitale.
Due interlocutori possibili: l’ufficio o i creditori
Finché non c’è stato alcun pignoramento, la rateazione si negozia direttamente con ciascun creditore. Una volta eseguito il pignoramento, l’ufficio esecuzioni diventa centrale: incassa, ripartisce gli importi e, a certe condizioni, può sospendere la vendita dei beni pignorati.
Pagare all’ufficio esecuzioni con effetto liberatorio
Il debitore può versare l’importo di un’esecuzione, spese comprese, direttamente all’ufficio, che lo trasmette al creditore. Questo pagamento estingue il debito; conservate la ricevuta, perché servirà da prova se il creditore contestasse in seguito il saldo.
Differimento della realizzazione secondo l’art. 123 LEF
Dopo un pignoramento l’ufficio può rinviare la vendita dei beni se il debitore si impegna a pagare acconti regolari e versa subito il primo. Il debito, interessi e spese compresi, deve allora essere estinto entro un massimo di dodici mesi.
Che cosa succede se manca un acconto?
Il differimento decade non appena un acconto non viene pagato puntualmente, e l’ufficio può riprendere la realizzazione senza ulteriore preavviso. Conviene quindi fissare le scadenze al giorno dopo il pagamento dello stipendio, invece di promettere una rata mensile troppo ambiziosa.
Calcolare la rata sostenibile
Il punto di partenza è il minimo vitale come lo calcola l’ufficio: importo di base secondo la situazione familiare, pigione effettiva, premi LAMal, spese di trasporto per il lavoro. Solo l’eccedenza può alimentare il piano, lasciando una piccola riserva per gli imprevisti.
Ripartire l’eccedenza fra più creditori
Con cinque o sei esecuzioni, versare tutta l’eccedenza a un solo creditore lascia agli altri la possibilità di proseguire la procedura. Una ripartizione proporzionale all’importo di ogni debito, presentata per iscritto a tutti, dimostra equità e facilita gli accordi.
Quali debiti mettere per primi nel calendario
In cima vanno le esecuzioni che minacciano l’alloggio o portano presto a un pignoramento, poi quelle per cui il termine della domanda di continuazione è ancora aperto. Gli attestati di carenza beni, senza interessi, possono spesso stare in fondo al piano.
Piani standard delle casse malati e del fisco
Assicuratori LAMal e amministrazioni fiscali offrono moduli di rateazione con durate e importi minimi. Inserirli così come sono nel calendario evita trattative caso per caso, ma verificate che premi e imposte correnti continuino a essere pagati a parte.
Far accertare il pagamento completo di un’esecuzione
Quando un debito viene pagato direttamente al creditore, chiedetegli per iscritto di ritirare l’esecuzione. Se rifiuta, il debitore può far accertare dal tribunale l’estinzione del debito (art. 85 LEF) e ottenere così l’annullamento o la sospensione dell’esecuzione in corso.
Affidare la gestione del piano a un servizio di consulenza
Alcuni servizi di consulenza riconosciuti gestiscono il piano per la persona: ricevono un unico versamento mensile e lo ripartiscono fra i creditori. Questo meccanismo rassicura i creditori e impedisce che il denaro previsto venga speso per altro.
Adeguare il calendario se cambia il reddito
Perdita del lavoro, nascita di un figlio o aumento della pigione modificano il minimo vitale. Informate subito ufficio e creditori allegando i giustificativi; un adeguamento concordato è sempre meglio di un piano che si interrompe all’improvviso.
Seguire i progressi con una tabella semplice
Un foglio con numero d’esecuzione, saldo residuo, versamenti effettuati e data del ritiro ottenuto per ogni esecuzione permette di controllare l’estratto del registro al momento giusto e di chiedere la cancellazione degli attestati di carenza beni saldati.